Rimane difficile la situazione del mercato crypto

Il recupero importante iniziato giovedì sui mercati crypto con performance importanti delle altcoin nella giornata di venerdì (Dot più 20%) se ha portato un pizzico di serenità, non ha completamente messo da parte il pericolo di ulteriori cadute.

Il trend permane al ribasso e lo dimostrano alcuni dettagli facilmente percepibili, come l’incapacità di chiudere sui massimi palesata venerdì con i prezzi che dopo essere saliti tanto, sono scesi più o meno sui livelli di apertura su Btc ed Eth. 

Altra considerazione che racchiude una verità per il settore è che un trend per partire ha bisogno che si verifichi una situazione particolare nell’ambito delle liquidazioni delle posizioni, quasi a dimostrare chi detiene la forza in un determinato momento. 

Nella giornata di venerdì ci sono state liquidazioni di posizioni short di 182 milioni a fronte di 113 milioni di posizioni long (fonte CoinGlass). Ci vorrebbe un rapporto di almeno due tra le forze in opposizione a corroborare il movimento e le liquidazioni dovrebbero essere almeno di 300 milioni per posizione.

Guardando invece alla giornata del 8 maggio abbiamo avuto liquidate 800 milioni di posizioni long e 200 di posizioni short (rapporto di 4 e più di 300 milioni). L’ 11 maggio 668 milioni long e 321 milioni short (rapporto di 2 e più di 300 milioni)

fonte: CoinGlass

Quindi bisogna eliminare gli shortisti in leva per partire con un trend al rialzo e viceversa, al momento si stanno eliminando i longisti in leva e la giornata che poteva rappresentare il cambio di trend non si è ancora verificata.

Quello che è successo con il fallimento del progetto legato alla stablecoin algoritmica UST ha causato  il panico nei mercati con altre news a corollario come la dichiarazione di Coinbase richiesta dalla Sec circa i fondi in crypto detenuti non garantiti e, come l’attacco a Tether che in realtà non è avvenuto, ma è spiegabile con una reazione ad una discesa del settore di oltre il 20% che già si è verificata nel passato e che ha portato ad uno squilibrio di circa il 3% nel rapporto con il dollaro Usa.
Recuperato immediatamente grazie alla forza del progetto della stablecoin ancorata al dollaro che ha spinto arbitraggisti a comprare a 97 qualcosa che poco dopo hanno rivenduto a 100.

Sarebbe interessante comprendere l’analisi tecnica come spiega questi “sbalzi” che hanno portato i supporti a cedere uno dopo l’altro, anche quelli che storicamente sembravano forti. Probabilmente certe teorie a posteriori spiegheranno il tutto, dimenticando ovviamente le correlazioni (vedi Nasdaq) che al momento, duole dirlo, la fanno da padrone.

La settimana è iniziata negativamente con perdite importanti (Btc meno 6% circa e le altcoin cedono fino al 10%) ma fa paura la settima chiusura consecutiva settimanale al ribasso per la regina delle crypto e la sesta per Eth.
Speriamo in una inversione a breve ma dalla Finanza tradizionale non provengono buone news: In Cina la produzione industriale si è contratta del 2,9% rispetto a un anno fa, le vendite al dettaglio addirittura dell’11,1%. Le statistiche diffuse da Pechino sono state ben più negative rispetto alle attese degli analisti. Ma preoccupa anche la situazione in India che ha deciso di bloccare le esportazioni per cercare di domare i prezzi mentre un’ondata di caldo torrido ha ridotto la produzione. Ricordiamo che c’è un conflitto in Ucraina e che l’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato non è vista di buon occhio dalla Russia.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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