Prosegue il sell off su tutti i mercati

Prosegue il  sell off sui mercati azionari in una situazione che sta mostrando tutta la sua drammaticità negli ultimi giorni e il cui riverbero si è palesato anche nelle criptovalute, le quali da venerdì hanno mostrato una debolezza davvero notevole con Bitcoin ed Ethereum che hanno chiuso la settimana con un meno 11% ed hanno iniziato quella attuale con perdite, al momento fino al 3%; preoccupano in questo contesto le altcoin con Polkadot e Cardano “rosse” intorno al 10%. 

Non si conosce dove sia il punto di ripresa e di ripartenza, con un coltello affilato che continua a tagliare strati di burro e non trova la fine. Considerazione a margine, vendere bitcoin a €32.000 euro ed ethereum a €2.300 è pura follia; parliamo di asset che valgono almeno il doppio e si fa il solito gioco di chi, preso dal panico, si toglie i beni digitali che vanno ad ingrassare le pance delle balene che hanno la forza di aspettare, ma approfittano per comprare a prezzi di saldo cedute da chi ha scarsa conoscenza e non proietta le sue intenzioni a lunghissimo raggio. 

Comunque  una catena di eventi come quella attuale si è verificata solo due volte nell’ultimo quarto di secolo: durante la crisi finanziaria globale del 2008 post Lehman Brothers a seguito del crollo di marzo 2020 causato dal Covid. 

Quindi la reazione di Bitcoin potrebbe rappresentare la capitolazione che molti ritenevano necessaria, date le mutevoli condizioni economiche negli Stati Uniti, con inflazione galoppante e con le banche centrali che hanno avviato un percorso di stretta monetaria. A ciò bisogna aggiungere  la paura di una recessione incombente causata dalla guerra in Ucraina. Il Nasdaq ha ceduto da inizio anno, il 23,3% e nell’ultimo periodo il collegamento tra l’indice tech Usa e il settore crypto è emerso con tutta la sua forza, stavolta in negativo, con amplificazione dovuta alla volatilità di Btc & C. 

L’aumento dei tassi di interesse è il motivo di tutta la sofferenza sia per le criptovalute che per i mercati azionari: La Federal Reserve ha alzato il costo del denaro di 50 punti base e a giugno il governatore, Jerome, Powell, dovrebbe aumentarlo di un altro 0,5%. Ma ormai i mercati stanno prezzando ben oltre la possibilità dell’80% di una stretta di 75 punti base fra un mese. Questa distonia tra ciò che appare e viene dichiarato e quello che invece mostrano i mercati risulta il motivo della paura, con l’indice Fear&Greed a 11 a indicare estrema paura.

Cosa potrebbe ribaltare tutto? Un intervento a gamba tesa della Fed con chiarezza e certezza di ciò che è in divenire. Duole dirlo, ma serve un intervento della Finanza Tradizionale per riportare calma anche nel mercato crypto.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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