La Sec fa causa a Ripple (XRP)

La Securities and Exchange Commission (SEC), agenzia di vigilanza dei mercati finanziari americani, annuncia di aver cominciato una causa nei confronti di Ripple, dell’attuale Ceo Brad Garlinghouse e del cofondatore Christian Larsen.

Ripple è anche famosa per essere una criptovaluta con una capitalizzazione di circa dieci miliardi di euro, nonché essere la quarta per importanza nel mercato dopo bitcoin, Ethereum e Tether. 

La causa non riguarda la criptovaluta, divenuta successivamente XRP, ma la società che la creò nel 2013,  divenuta famosa per aver snellito e velocizzato attraverso la tecnologia blockchain il sistema dei pagamenti transfrontalieri effettuati dalle banche. Anche se è da un pò di tempo che si è creata una separazione tra le due entità, la cripto XRP continua a essere comunemente conosciuta dagli utilizzatori come Ripple. 

XRP è una security per la SEC

L’agenzia di controllo americana accusa quindi Ripple e i suoi fondatori di aver ceduto i titoli come “security token” e quindi trattandoli come un asset finanziario, piuttosto che come “utility token”  e quindi, come mezzo di utilizzo all’interno di un servizio completamente avulso dal contesto finanziario.

In questo modo i fondatori di Ripple avrebbero approfittato di un vuoto di informazioni utilizzato a loro vantaggio per raccogliere 1,3 miliardi di dollari prima e 600 milioni dopo. Il Ceo di Ripple ha risposto pubblicamente che non è d’accordo con l’interpretazione fornita dalla SEC; non reputando corretto assimilare XRP ad un’azione, ma ritenendola semplicemente una cripto e non un contratto di investimento.

Garlinghouse crede inoltre che questa causa voglia colpire l’intero settore delle criptovalute e dell’innovazione in particolare.

Cosa succederà a Ripple e XRP?

Cosa succederà non è al momento ipotizzabile, ma va evidenziato che qualsiasi sarà la decisione relativamente alla causa, il legame tra azienda Ripple e Criptovaluta XRP sussiste, considerando che la criptovaluta è una derivazione della società e tenendo conto che, sul mercato sono stati immessi solo il 46 % di XRP, restando la differenza nelle mani dei fondatori.
È difficile immaginare oggi la vendita sul mercato della parte mancante, perché oltre a farne scendere il prezzo, già precipitato pesantemente negli ultimi giorni potrebbe corroborare l’interpretazione della SEC, atteggiandosi esattamente come uno strumento finanziario.

La community di Ripple sta pensando a una serie di iniziative, ma al momento sono più immediate le reazioni di molti exchange che hanno e stanno delistando XRP.

Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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