I funghi del sistema monetario

La definizione di denaro può riempire interi libri di economia o corsi di laurea. Può implicare diatribe economiche ed anche sociali. Non per niente, gli economisti Austriaci affermano che “quando muore il denaro muore anche la gente”.

L’essenza del bene monetario trova il suo seme nell’essere mezzo di scambio e riserva di valore. In questa ultima decade l’attenzione al denaro come strumento sociale di progresso economico è ritornata alla ribalta. Non solo da parte dei gestori dei sistemi economici e politici centralizzati, intesi come enti istituzionalizzati frutto dell’evoluzione socio-economica del XX e XXI secolo, ma anche da parte dei privati, dei piccoli risparmiatori, investitori e speculatori, nel senso positivo di tale termine.

Questo interesse, in logica bottom-up, dal basso verso l’alto, del bene monetario sta, di anno in anno, diventando qualcosa di più di un semplice movimento di ricerca di libertà. Ha un’essenza che qualcuno ha provato a definire “fungina”. I funghi hanno il compito necessario di abbattere gli organismi indeboliti, provocarne la morte, riciclare i nutrienti e consegnare quei nutrienti agli organismi più forti. I funghi rendono in definitiva i sistemi più efficienti, eliminando gli organismi indeboliti e liberando risorse verso quelli più sani e forti.

Negli ultimi secoli, non anni, ma secoli (ie. basti pensare alla definizione di “finanza Olandese”: la prima Borsa nacque nel secolo XVII), i nostri sistemi finanziari hanno offerto enormi benefici all’umanità. L’evoluzione socio-economica li ha, soprattutto dopo la II° guerra mondiale, fatti diventare una rete di sistemi che si allontanano dal loro scopo di facilitare il commercio, lo scambio di valore e gli investimenti nell’economia reale. Trilioni di dollari di carta creata ex nihilo, soprattutto post 1971, hanno creato un castello che serve sempre meno ad uno scopo umano di progresso economico e aumento del benessere generale. In particolare, sono diventati un forte strumento di usurpazione legittima di potere d’acquisto da chi è il primo beneficiario delle iniezioni di liquidità contro chi da questo meccanismo, quasi clientelare, ne è molto lontano.

Questo sistema, appoggiato dai sistemi di welfare state che dai mercati finanziari non possono prescindere per finanziarsi, crea enormi disuguaglianze e difficoltà imprenditoriali. Questo ecosistema “cappa” il potenziale della crescita economica che potrebbe essere liberata dalle idee imprenditoriali non obbligate a vivere in un mondo coercitivo creato dal welfare state pervasivo.

In definitiva questo modello ha creato degli organismi inefficienti di allocazione di ricchezza e, soprattutto, un meccanismo di redistribuzione basata a livello centralizzato che sta dimostrando tutti i suoi limiti nella capacità di generare ricchezza, nel senso di progresso economico equilibrato. Questi organismi e sistemi monetari sono oggi molto indeboliti, altrimenti non sarebbero serviti trilioni di dollari in pochissimi mesi per far fronte a stress finanziari che stavano impattando sul sistema, ancora prima del COVID-19, leggasi REPO Market stress di fine 2019.

Finora questi sistemi pervasi da organismi indeboliti hanno evitato e provato a sovvertire il potere fungino di asset class monetarie alternative. Ma i funghi crescono bene nell’oscurità e questi grandi e fortissimi funghi si sono evoluti acquistando sempre più forza. Una forza non competitiva tra di loro, ma forza per offrire la soluzione, naturale, ad un organismo monetario ormai a pezzi. Questi funghi, con millenni di storia, o neanche due decenni, si sono evoluti per uno scopo: cercare i punti deboli del sistema monetario e riportare i suoi componenti a uno stato più naturale ed equilibrato. Questi funghi sono ORO e BITCOIN che vivono in simbiosi e non in competizione.


Giacomo Andreoli – CEO @ Confinvest.it