I dati sull’inflazione Usa creano attesa sui mercati crypto

Giornata importante per la Finanza tradizionale quella che si sta consumando oggi e i prezzi del settore crypto sono abbastanza bloccati per capire cosa fare.

Dagli Usa sono attesi i dati sull’inflazione (precedente: +0,3% mese su mese, +8,3% anno su anno); Ci si aspetta ancora la conferma del 8,3% e un dato superiore potrebbe non essere apprezzato sui mercati con un possibile sell off; Al contrario un dato del 8,2% o inferiore potrebbe sortire l’effetto opposto, andando a deprezzare il dollaro Usa.

In Europa non ci sono novità dalla Banca Centrale Europea la quale ha preannunciato la chiusura del Qe il 1° luglio e, In linea con l’impegno a raggiungere l’obiettivo d’inflazione a medio termine del 2%, con una stretta monetaria il mese prossimo da 25 punti base e una, forse da 50 punti base, a settembre.

Tornando al settore crypto, interessanti news circa l’adozione provengono da uno studio di Deloitte e secondo quanto riportato dall’azienda, circa il 75% dei commercianti USA si starebbe preparando ai pagamenti cripto nel corso dei prossimi 2 anni. Mentre i retailer di dimensioni più importanti con introiti superiori ai 500 milioni, stanno già investendo in infrastrutture allo scopo di ricevere questi pagamenti senza alcun ostacolo.

Buone news per quanto concerne Ethereum il cui merge è finalmente avvenuto sembra senza grosse difficoltà  allo scopo di avvicinarci alla validazione in PoS, percorso arduo ma che ha visto l’aggiunta di un ulteriore tassello. 

I prezzi sono fermi in zona €28.200 per BTC e un po’ sotto €1.700 per ETH ma c’è possibilità di incrementi di volatilità nelle prossime ore.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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