Dove sta la volatilità – Analisi della settimana di trading  7-13 marzo 2022

Ennesima settimana dominata dalla volatilità con bitcoin che nelle giornate di mercoledì e giovedì ha visto una salita importante con oltre il 6% e una immediata caduta il giorno del 5%. Complice la fuoriuscita di notizie derivanti dagli Usa e anticipate da una dichiarazione di Janet Yellen, segretaria del Tesoro degli Stati Uniti, la quale ha commentato l’ordine esecutivo del presidente Joe Biden relativo agli asset digitali, richiedendo sforzi per sostenere l’innovazione, pur affrontando i rischi del settore. 

Si tratta quindi, come ipotizzato, di un documento che punta al riassetto delle diverse agenzie che si occupano di regolamentare il mercato finanziario, valutario e dei titoli. Tra gli obiettivi realizzati dal provvedimento, lo stabilire la prima strategia federale completa di beni digitali nel Paese, allo scopo di tutelare i consumatori, come tutte le regolamentazioni attinenti all’argomento. Ma si tiene conto della volontà di innovazione in un contesto maggiormente disciplinato e controllato allo scopo di limitare i rischi. 

Nell’ottica di favorire uno sviluppo tecnologico del settore, non si perde di vista l’attenzione all’ambiente, con il controllo affidato ad una delle agenzie governative che si occupano di ambiente a cui bisogna rendicontare sui consumi del settore. 

A livello di fondamentali, la terza balena per dimensioni questa settimana si è mossa acquistando 730 BTC, dopo averne venduti il 1.500 il primo marzo, portando la sua dotazione totale a 126.000 bitcoin. 

In data 11 marzo 30 mila BTC hanno lasciato Coinbase per un controvalore di 1,15 miliardi di dollari; l’acquisto è avvenuto con tre transazioni separate provenienti dalla sezione di investitori professionali di Coinbase.
In data 10 marzo si è riattivato un indirizzo dormiente dal 2010 che ha spostato 489 Bitcoin per un controvalore di 19 milioni di dollari (a fine ottobre Bitcoin valeva 0,20 di dollaro) acquistati a 100 dollari.

Per Ethereum da evidenziare che le gas fee risultano ai livelli più bassi da agosto 2021 scendendo rapidamente dall’inizio dell’anno, precipitando dai 218 Gwei del 10 gennaio ai 40,82 di mercoledì.
Nel 2021, in seguito al boom dei token non fungibili (NFT) e della finanza decentralizzata (DeFi), la rete è stata attaccata più volte per le sue gas fee estremamente elevate. La minore congestione e le fee più basse rispetto alla fine del 2021 sembrano pertanto essere correlate al calo dell’interesse per NFT e DeFi. 

A livello tecnico, poco da segnalare, se non che può succedere di tutto.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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