Dove sta la volatilità – Analisi della settimana di trading 7-13 febbraio

La settimana ha vissuto fino a venerdì un trend non troppo definito con discese e salite che si sono susseguite repentine e che hanno visto nella giornata di giovedì il loro acme con la news circa l’inflazione Usa, che ha davvero scombussolato tanto i mercati tradizionali, che i mercati crypto.

Il rivedere da vicino per BTC la zona €40.000 ha dato un po’ di brividi e innervato suggestioni ormai assopite, perché parliamo di una cifra tonda che potrebbe rappresentare il grimaldello per aprire strade che solo un paio di settimane fa apparivano davvero molto distanti. 

Comunque l’inflazione anno su anno al 7,5% e mese su mese allo 0,6% ha spaventato i mercati che attendono la reazione della Fed che non si farà attendere e potrebbe intervenire in modo più aggressivo rispetto a quanto fatto trapelare qualche tempo fa, con il target di recuperare la liquidità immessa copiosamente negli ultimi anni. Si parla infatti di almeno mezzo punto percentuale di rialzo dei tassi in marzo, ma probabilmente questa prossima iniziativa è stata già scontata dai mercati. 

La forza di alcuni exchange si riflette nel fatto che continuano numerosi gli investimenti: l’ultimo esempio è rappresentato da Binance la quale è entrata nel capitale di Forbes, una delle riviste economiche più importanti del mondo, con un ammontare che gli permetterà di essere azionista di un certo peso. L’investimento da 200 milioni di dollari è davvero rilevante e, se da un lato attribuisce a Binance la possibilità di scegliere due direttori su nove, dall’altro dimostra anche la detenzione di una liquidità per alcuni exchange che trova pochi eguali nella finanza tradizionale. La curiosità è rappresentata dal fatto che gli “exchange” che dovrebbero rappresentare “il nuovo” vanno a comprarsi pezzi interi della old economy e questo dovrebbe far riflettere il vecchio mondo della finanza che ancora prende ostinatamente le distanze dagli asset digitali. 

Interessante la proposta del Tennessee di permettere a tutti gli organi di rappresentanza, dal parlamento statale fino alla più piccola contea, di investire in criptovalute e NFT. 

Va da sè che non parliamo di Bitcoin come valuta legale nello stato americano, ma si estenderebbero con la sua introduzione le categorie di asset sui quali potrebbero investire le autorità pubbliche, come quelle di livello statale ma anche quelle più piccole, come le contee. Notizia che potrebbe far crescere le istituzioni che fanno investimenti in crypto e fa il paio con quanto è successo in Brasile, dove nella città di Rio De Janeiro si pensa a destinare parte della cassa dello Stato nell’acquisto di Bitcoin. 

La ciliegina sull torta circa un’adozione sempre più imponente proviene dal più grande gestore di fondi e patrimoni al mondo: parliamo di  BlackRock, con partecipazioni in tutte le principali imprese quotate in borsa al mondo che, attraverso  la piattaforma Alladin, dovrebbe offrire a breve ai propri clienti la possibilità di acquistare monete digitali. Non può che trattarsi della consacrazione di Bitcoin e cripto come asset finanziari da inserire nei portafogli dei più grandi investitori istituzionali, sfruttando al massimo le caratteristiche intrinseche dello strumento.

Sotto il profilo tecnico Bitcoin ed Ethereum devono recuperare la media mobile a 200 periodi, rispettivamente in zona €43.000 e  €3.100 prima di parlare di trend al ribasso. Le performance settimanali sono state rispettivamente dello 0% e del -5%.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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