Dove sta la volatilità – Analisi della settimana di trading 3-9 gennaio 2022

Bitcoin ha concluso una delle settimane peggiori degli ultimi mesi che ha investito tutto il settore delle crypto.

La determinazione con cui i ribassisti hanno assunto le redini non era dissimile dalle settimane centrali di maggio, le quali rappresentavano un fresco ricordo che avremmo preferito non rinverdire in così pochi mesi.

La caduta intorno al 11% e la rottura di zona €40.000 che sembrava essere un presidio invalicabile da cui ripartire, ha portato i crypto investitori nello sconcerto e nella paura. Tante le motivazioni che hanno portato al ribasso e tante comunque le ragioni per cui non bisogna disperare.

Si è parlato dei problemi in Kazakistan dove le autorità del paese, hanno tagliato anche l’accesso ad internet, cosa che non sta permettendo alla rilevante quantità di miner del paese di partecipare al network di BTC (molti dei quali sono in realtà società estere che si sono spostate dopo il ban cinese)

Ma non possiamo ricondurre alla crisi Kazaka il motivo del crollo che trae invece la sua essenza nella finanza tradizionale con la diffusione delle prime notizie su un tapering accelerato e, in aggiunta, di un probabile rialzo dei tassi di interesse. 

I verbali di dicembre della Fed hanno messo evidenza, grazie alle ottime notizie sull’occupazione USA, la volontà di adottare un comportamento piuttosto da falco con il porre in essere un’azione che si dipana in un duplice intervento:  il rialzo prima del previsto del costo del denaro e l’inizio della riduzione delle dimensioni del bilancio della Federal Reserve, davvero “gonfio” a causa degli interventi per supportare l’economia post pandemia. La caduta si è fermata in zona €35.890, ma c’è paura che anche questo livello possa cadere. Eppure le balene acquistano: oltre alla terza balena per detenzione di BTC che da gennaio sta accumulando copiosamente con 2000 bitcoin a rinforzare la già nutrita dotazione si è messa anche Binance che il 4 gennaio ha comprato 43 mila BTC. E non dimentichiamo Michael Saylor che approfitta di ogni discesa per rimpolpare il suo possesso di bitcoin.

Se le balene fanno incetta di moneta preziosa c’è comunque da essere ottimisti pur nella consapevolezza del periodo. 

Sotto il livello tecnico una leggera divergenza rialzista si sta creando sull’indicatore CCI a 14 periodi che necessita di tempo per essere confermata. Bande di Bollinger con estremità divergenti a segnalare una volatilità in crescita.

Ethereum dopo aver dimostrato di essere una delle coin più “forti” in grado di perdere poco nelle discese e con rendimenti più positivi del comparto nelle salite, ha ceduto. 

Una performance “weekly” negativa del 18% non può però intaccare i suoi fondamentali che permangono in uno stato di forma più che accettabile. Eth rimane il riferimento della finanza decentralizzata, del gaming su blockchain e del mondo metaverse, in un settore dove alcuni suoi competitor manifestano evidenti difficoltà tecniche.

Il fondatore Vitalik Buterin ritiene ETh al 50% del suo potenziale sviluppo, infatti al fine di raggiungere la massima scalabilità e decentralizzazione, ha dichiarato che Ethereum debba essere più agile e più leggero in termini di dati sulla blockchain, in modo che più persone possano gestirlo e usarlo. Il prossimo passo è rappresentato dalla transizione completa dalla proof-of-work alla proof-of-stake, che avrà luogo nella prima metà del 2022.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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