Dove sta la volatilità – Analisi della settimana di trading 24-30 gennaio 2022

Settimana dalle forte oscillazioni quella appena vissuta con momenti di forte preoccupazione nella giornata di lunedì con la rottura di un presidio che si riteneva fortissimo, ovvero zona €30.000 con minimi a €29.244 che hanno riportato i prezzi alla prima settimana di agosto dello scorso anno.

Si pensava che certi livelli rappresentassero il passato e non sarebbero più stati visti da bitcoin e invece, nella smania di chiudere posizioni, siamo tornati indietro cancellando un cammino che ha portato le quotazioni fino alla soglia di €60.000 a novembre. 

Non ci sono state grandi novità provenienti dalla conferenza stampa di Powell. I mercati magari avrebbero voluto essere rassicurati e questo sicuramente è mancato.

Powell ha confermato che le condizioni per alzare i tassi si stanno ormai realizzando (piena occupazione praticamente raggiunta e buon livello di attività economica) e che raggiunti gli obiettivi originari adesso bisogna contenere l’inflazione, che ormai per stessa ammissione della Fed è da considerarsi come fuori controllo.

Molte le news che hanno contraddistinto la settimana circa l’adozione delle valute digitali: in antitesi alle dichiarazioni della Banca Centrale Russa, il Presidente Putin, il quale ha sottolineato come in realtà la Russia potrebbe essere una delle destinazioni naturali per il mondo del mining di Bitcoin, prendendo le distanze dalle dichiarazioni precedenti.

Le parole del Ministro delle Finanze sono poi eloquenti in tal senso, secondo cui il governo dovrebbe regolare le criptovalute piuttosto che bandirle, invitando le autorità a fornire all’industria l’opportunità di svilupparsi così da evitare che il paese rimanga indietro nel settore.

In El Salvador, il Fondo Monetario Internazionale ha preso posizione contro l’iniziativa del Paese di assumere bitcoin come valuta ufficiale ed ha invitato il Presidente Bukele a rimuoverlo. La richiesta avviene in concomitanza con un prestito da 1 miliardo di dollari da elargire ad El Salvador, con FMI che, vorrebbe utilizzare questa leva per imporre determinate politiche interne ai paesi che ne diventano debitori.

Anche in Europa qualcosa si muove. Dopo che il sindaco di New York e quello di Miami hanno accettato di essere retribuiti in Bitcoin, adesso un membro del parlamento del Belgio, Christophe De Beukelaer, ha affermato infatti che convertirà i suoi prossimi salari direttamente in Bitcoin

Anche in Europa quindi si fa sul serio quindi.

Sotto il profilo tecnico, poco da dire, se non che i ribassisti hanno ancora forza e non sono esclusi ulteriori movimenti al ribasso.

Ethereum ha subito come tutto il settore le angherie dei ribassisti che l’hanno spinto addirittura al di sotto dei €2.000, andando a toccare minimi  a €1.922.

Lo stazionare al momento al di sopra dei €2.100 non lo pone al riparo purtroppo da ulteriori sollecitazioni al ribasso. Come tutto il settore anche Eth ha subito una forte correlazione con i mercati tradizionali ed in particolare con il Nasdaq che sta vivendo momenti molto difficili, amplificati da Ethereum, ma negli ultimi giorni della settimana è cominciato il recupero che ha portato la seconda crypto per capitalizzazione a un più 5%.

Non sono andate meglio le performance delle Ethereum killer, per cui la certezza, confermata in un momento difficile, risulta che Eth continuerà a essere la spina dorsale della crypto economia, soprattutto considerando che diventerà sempre più nevralgica nell’economia globale con la necessità di accogliere milioni o addirittura un miliardo di nuovi utenti. Sotto il profilo tecnico bisogna tornare sopra €3.000 per riprendere lo slancio rialzista.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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