Dove sta la volatilità – Analisi della settimana di trading 20-26 settembre 2021

L’analisi della settimana di trading appena trascorsa (20-26 settembre) per comprendere e intercettare i possibili movimenti futuri di bitcoin e le principali criptovalute.

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Bitcoin ha vissuto una settimana negativa che ha visto il suo culmine proprio in apertura quando lunedì si è creata una candela derivante dai timori derivanti dalla Cina, la quale ha visto la regina delle crypto perdere oltre l’8%, performance straordinaria se rapportata al fatto che parliamo della singola giornata. 

Sembra che i cali di bitcoin e del settore crypto degli ultimi mesi abbiano trovato nella negazione cinese una sorta di dominus che, in tempistiche prestabilite, torna a cercare di mietere vittime, ma possiamo dirlo senza timore di essere smentiti, senza riuscirci. 

La banca centrale Cinese (PBoC) ha scritto sul proprio sito che i servizi che offrono trading di criptovalute, emissione di token e derivati per le valute virtuali sono severamente vietati, e che anche gli exchange esteri che forniscono tali servizi ai residenti nella Cina continentale sono considerati attività finanziarie illegali. Dopo la negazione dell’attività di mining – proibendo ai miner locali di avere accesso al mercato dell’energia elettrica, infatti chi vorrà continuare a minare lo dovrà fare con energia auto-prodotta – adesso si ribadisce che l’utilizzo di qualsiasi servizio di scambio di criptovalute che preveda un intermediario è vietato, anche qualora questo intermediario sia estero. 

Ma la stessa Cina sta vivendo i prodromi di una crisi finanziaria a causa della situazione di Evergrande, colosso immobiliare tramortito dai debiti (intorno ai 300 miliardi), che vive concretamente il rischio del default non essendo riuscito a ripagare la cedola da 84 milioni di dollari in scadenza giovedì.

La situazione descritta  ha prodotto un lose settimanale per bitcoin del 8% e a livello tecnico il Sar Parabolic, propende per una fase ribassista che è corroborata dalla coerenza tra i prezzi e il CCI. Livelli da monitorare le zone €43.000 al rialzo e €34.900 al ribasso.

Ethereum ha vissuto una settimana negativa con una performance di circa l’8% che ha visto un’accelerazione nei primi giorni e un range che ha palesato un movimento del 21%. Nonostante tutto, però bisogna evidenziare che secondo i dati raccolti sul CME – la più grande borsa del mondo per i futures e i derivati anche sulle criptovalute – gli investitori istituzionali starebbero preferendo Ethereum a Bitcoin. Secondo quanto riportato da JP Morgan, questo sarebbe indicativo di un maggiore interesse da parte degli investitori istituzionali per Ethereum rispetto a bitcoin innervando una situazione nuova che potrebbe durare ancora a lungo, più a livello di volumi che non di capitalizzazione, dove il sorpasso è qualcosa di davvero lontano.

A livello di prezzi i minimi a €2.250 si spera possano essere il pavimento da cui si possa ripartire, anche se il canale ribassista che si è creato non lascia spazio a molto ottimismi. Indicatore Rsi coerente con i prezzi.

Bitcoin Cash ha chiuso la la terza settimana di seguito in negativo con una performance del 18% incastonata in un range del 19%. I minimi di luglio a €330 non sembrano molto distanti e questa criptovaluta sta soffrendo molto negli ultimi periodi e, se non ci sarà qualche segnale contrario, è destinata a toccarlo a stretto giro di posta. Non aiuta avere le due medie mobili a 100 e 200 periodi rispettivamente situate a €469 e €560 al di sopra dei prezzi perchè rappresentano dei presidi che possono ostacolare un eventuale salita.

L’Adx in zona 27 sembra poi confermare il trend al ribasso e gli assegna un buon giudizio (siamo oltre 25) .

Litecoin ha aumentato la volatilità rispetto al periodo precedente ed ha sviluppato movimenti di maggiore entità questa settimana con un range del 20% con minimi in zona €122 e massimi in zona €149. La performance è stata negativa del 14% e si sono superati i minimi di 15 giorni fa in zona €133. Al momento si è creato un trading range che vede in alto i prezzi a €195 e in basso i prezzi a €120. LA rottura di una di queste due zone potrebbe determinare un movimento “intenso” e al momento, in mancanza di notizie favorevoli, potrebbe manifestarsi verso il basso. Le Bande di Bollinger contengono  i prezzi e l’ampiezza è coerente con quella degli ultimi mesi.


-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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