Dove sta la volatilità – Analisi della settimana di trading 17-23 gennaio 2022

Settimana drammatica e tra le più difficili degli ultimi anni per Bitcoin e tutto il settore crypto.

Una discesa inarrestabile che ha portato i prezzi a perdere circa il 15% in zona €30.000 che non si vedeva dai primi di agosto. Quello che ha preoccupato è stata la forza con cui i ribassisti hanno menato la danza e quei pochi tentativi di recupero venivano frustrati sul nascere.

Tutti i supporti e tutta l’analisi tecnica è venuta meno di fronte alla volontà degli orsi di togliersi dal portafoglio valuta digitale. La domanda per chi ha conoscenza delle dinamiche settoriali è se ne vale davvero la pena di spogliarsi di criptomoneta a prezzi così bassi.

Occasioni d’acquisto per le whales che hanno incrementato la loro dotazione per accantonarla:  La terza balena per bitcoin accumulati da gennaio prosegue negli acquisti; il Presidente di El Salvador ha ritenuto ghiotta l’occasione e ha aggiunto 410 bitcoin al prezzo medio di 36 mila dollari. 

Il crollo non ha riguardato solo le cripto monete ma ha coinvolto tutti i mercati finanziari. 

Tutti stanno soffrendo in questo momento e la finanza tradizionale mostra tutta la sua sofferenza senza la “droga” rappresentata dalle iniezioni di liquidità delle banche centrali. Gli annunci di Powell della Fed, talvolta contraddittori, hanno però il filo conduttore del rialzo dei tassi e questo preoccupa davvero tanto. Eppure, razionalmente, aver prodotto inflazione (ferma da anni) e nel contempo posti di lavoro consentendo alle economie di ripartire avrebbe dovuto comportare prezzi al rialzo, eppure…

Il FOMC, ovvero il Federal Open Market Committee, si riunirà martedì e mercoledì prossimo, e dovrebbe fornire chiarimenti circa il piano di rientro verso la normalità.

Ha contribuito al crollo la notizia, male interpretata, secondo cui ci potrebbe essere un ban russo per Bitcoin e criptovalute, il quale avrebbe grandi possibilità di venire approvato. In cosa consiste questa iniziativa? Non nel divieto assoluto, ma i cittadini avranno la possibilità di detenere crypto che però devono essere trattate alla stregua di asset finanziari e non come valuta spendibile. Quello che ha preoccupato, inutilmente, è che questa idea è della  Banca Centrale Russa che  ha chiesto agli operatori di mercato di fornire i loro pareri e le loro opinioni, allo scopo di cogliere i confini e le dinamiche del fenomeno.

Per contro, in Spagna si continua a regolamentare il settore con la Comisión Nacional del Mercado de Valores (CNMV), l’organo di regolamentazione finanziaria spagnolo, assimilabile alla nostra Consob, che ha diramato una circolare che sarà in vigore dal 17 febbraio che andrà a disciplinare la pubblicità degli investimenti in crypto e secondo la quale gli annunci legati alle criptovalute dovranno essere “chiari, equilibrati ed equi“, nonché fornire informazioni sufficienti sui rischi connessi a tali investimenti. La stessa iniziativa viene portata avanti dalla FCA inglese che ha pubblicato un documento di 186 pagine intitolato “Rafforzare le nostre regole sulla promozione finanziaria di investimenti ad alto rischio, comprese le criptovalute”. 

Negli Usa 300 Banche negli USA pronti nel secondo trimestre ad offrire accesso diretto a BTC anche ad una clientela retail grazie ad una collaborazione con NYDIG. 

Sotto il profilo tecnico. poco da dire, se non che per ribaltare il predominio dei ribassisti c’è bisogno davvero di tanta strada e di un ritorno verso i 40.000, ad oggi non facilmente ipotizzabile.

Ethereum ha vissuto le stesse difficoltà del fratello maggiore e addirittura amplificate.

Meno 24% vale più di mille parole e non richiede precisazioni. Siamo oltre il 50% di perdite dal record del primo dicembre a €4.220 con minimi a €2.050, addirittura più bassi dei €2.250 di settembre da cui ripartì il trend positivo che portò alla rottura del record a €3.612 che durava da maggio precedente.

Volatilità su livelli altissimi, ma è evidente il segno che ha contraddistinto la settimana.

Eppure dal versante Eth le notizie sono tutt’altro che negative con l’andamento dello staking, che continua ad essere in crescita e con il superamento di quota 9 milioni di ETH che sono bloccati e che verranno recuperati solo quando avverrà il passaggio alla versione 2.0, che ormai dovrebbe essere questione di pochi mesi. Crescono i wallet attivi con almeno 0,01 ETH in portafoglio, praticamente raddoppiati negli ultimi mesi.

E poi la concorrenza di Eth arranca, con progetti che girano su altre reti in difficoltà e ciò va a rafforzarne la forza, più che a minarla rendono la seconda valuta digitale per capitalizzazione salda nella sua posizione.

 Sotto il profilo tecnico necessario un ritorno sopra i €3.000.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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