Dove sta la volatilità – Analisi della settimana di trading 10-16 gennaio 2022

Settimana finalmente positiva iniziata con un più 3% e nuovi minimi per Bitcoin che ha toccato lunedi i €35.226 per poi risalire e stazionare intorno ai €38.000.

I sette giorni si sono trascinati l’eco del Kazakistan dove è stato impossibile per diversi giorni connettersi alla rete, il quale poco ha inciso relativamente all’hashrate di BTC, il quale ha visto un nuovo record storico con la potenza di calcolo a garantire la validazione delle transazioni di Bitcoin su valori massimi.

L’hashrate ai livelli attuali ha addirittura superato i livello dello scorso aprile che precedevano l’ostracismo cinese.

In Europa la Spagna non vuole farsi distanziare da Svizzera e Germania nell’adozione della regina delle crypto e la prossima installazione di 100 nuovi ATM bitcoin che porterà il numero totale a 300 rende l’idea di come il fenomeno sia diffuso.

Negli Usa Jack Dorsey ha avviato un fondo legale per sostenere le spese processuali e di litigation per gli sviluppatori di Bitcoin, che spesso non hanno la forza economica per far fronte alle questioni di cui spesso sono investiti. Ma non si tratta dell’unica iniziativa portata avanti dall’ormai ex CEO di Twitter, infatti tramite Block vorrebbe rivoluzionare il mondo del mining Bitcoin attraverso l’offerta di macchinari più economici, più efficienti e soprattutto più facili da reperire allo scopo di favorire un maggior numero di clienti.

Non sarà facile ottenere buoni risultati in poco tempo, ma la caratura del personaggio non può che far propendere per un buon risultato.

Sotto il profilo tecnico al momento i prezzi sono al di sotto delle medie mobili a 100 e 200 periodi situate rispettivamente a €47.700 e €42.000 e quest’ultima deve essere necessariamente superata per restituire luce alle quotazioni. Leggera divergenza rialzista sul RSI.

Ethereum ha vissuto una settimana positiva dopo le cadute che hanno contraddistinto l’inizio del 2022.

Più 6% e un nuovo minimo a €2.600 che ha riportato le quotazioni a settembre dello scorso anno, come se in questi mesi nulla fosse successo. Ma sappiamo che in questi tre mesi nuovi ATH si sono affacciati e l’ultimo, quello del 1 dicembre è fissato a €4.220. I nuovi minimi hanno evidenziato un meno 38% dal record storico, anche se adesso, in zona €3.000 la distanza si è attenuata

Gli ultimi sette giorni hanno ingigantito il problema rappresentato dal mining di ETH, sempre più difficile e sempre meno remunerativo con ritorni sempre più bassi, ma ricordiamo che con il futuro passaggio da Proof-of-Work (PoW) a Proof-of-Stake (PoS) ETH di fatto non si potrà più minare, visto che la PoS non prevede la presenza di miner che convalidano i blocchi. Questo potrebbe ridurre gli investimenti in macchinari più potenti, ed a scoraggiare l’ingresso di nuovi miner.

Di riflesso Eth entra nella querelle giudiziaria tra Ripple e la SEC. Quello che lamenta Ripple è un trattamento diverso da parte dell’Autorità di controllo Usa, assimilabile alla Consob, rispetto ad ETH, con quest’ultimo che da SEC è stato sempre considerato come un non-asset finanziario. 

Gli avvocati di Ripple hanno ottenuto la pubblicazione di documenti interni, nello specifico mail, che riguardano il rapporto tra l’ente pubblico e Ethereum, in quello che sarà uno degli snodi fondamentali del processo.

Attendiamo sviluppi e circa i prezzi, il Supertrend è al ribasso da tempo, esattamente dal 18 novembre con un Adx su valori altissimi a testimonianza che il trend al ribasso risulta saldo e davvero strong.

-Mauro Masoni, analista finanziario The Rock Trading.


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